Sarò universo per accogliere
i tuoi bagni di mezzanotte
dipinta di luna riflessa
Eterno immergerò radici
nei tuoi lividi occhi
Ancora sosterò nei capelli
di more e bocca di brace
Sarò dovunque e qualunque
disteso sul tuo universo
Immenso indicherò il chiarore
d’un alone di cometa morente
che gaia condurrà a noi
Nuove poesie
Ho appena inserito alcune nuove poesie, come vedete il mio intento è di aggiornare sempre il mio blog. Mi raccomando leggete e commentate.
Poesia
Arrechi dolore e gioia
Incondizionatamente
Sei sofferenza e salvezza
Profondo baratro dello spirito
Dove finiscono illusioni e sensazioni
Affliggi il povero viandante
Marchiato a fuoco dalla nascita
Di pesi non suoi
Ma di tutta l’umanità
Unico rimedio al tutto
È gettarsi in questa bolgia infernale
E combattere ciecamente
Contro ombre spesse
Vestite di corazze
Forgiate dalla coltre dei tempi
Sono un guerriero
Al servizio dell’umana razza
Che banchetta e fa festa
Mentre il sangue sgorga dalle loro ferite
Non preoccupatevi
Non sentirete dolore
Ma solo lievi cali di nuvole
Che ricordano l’arrivo della tempesta
Io sono tra quella schiera
Il cui unico fine
È porre rimedio a quel dolore
Me ne farò carico
E lo custodirò
Lontano da voi
Lo mostrerò al mondo
Come trofeo di guerra
Sottoforma di metafora
E ne darò nuova vita.
Incondizionatamente
Sei sofferenza e salvezza
Profondo baratro dello spirito
Dove finiscono illusioni e sensazioni
Affliggi il povero viandante
Marchiato a fuoco dalla nascita
Di pesi non suoi
Ma di tutta l’umanità
Unico rimedio al tutto
È gettarsi in questa bolgia infernale
E combattere ciecamente
Contro ombre spesse
Vestite di corazze
Forgiate dalla coltre dei tempi
Sono un guerriero
Al servizio dell’umana razza
Che banchetta e fa festa
Mentre il sangue sgorga dalle loro ferite
Non preoccupatevi
Non sentirete dolore
Ma solo lievi cali di nuvole
Che ricordano l’arrivo della tempesta
Io sono tra quella schiera
Il cui unico fine
È porre rimedio a quel dolore
Me ne farò carico
E lo custodirò
Lontano da voi
Lo mostrerò al mondo
Come trofeo di guerra
Sottoforma di metafora
E ne darò nuova vita.
giovedì 19 luglio 2007
Dietro la porta
E tu dietro il legno della porta
rannicchiata piangi
Rendi rugiada la tua disperazione
Non riconosci il suono oscuro
sibilato dalla stretta serratura
e piangi
Ricopri la vista di un alone
che ad ogni strizzo
traccia nuovi contorni
della persona amata
Vorresti chiudere gli occhi
che hanno tanto sofferto
e dargli la pace meritata
Ma il cuore non lo permette
e ad ogni fiato sulle pupille
egli emette una scarica di pulsioni
che rigonfiano il petto
di forme accattivanti
Le mani avvinghiate al collo
a non permettere al fiotto
di cui sei diventata custode
di uscire
Sforzo divino che tramuta
al mio orecchio in singhiozzio piangente
le tue pene.
rannicchiata piangi
Rendi rugiada la tua disperazione
Non riconosci il suono oscuro
sibilato dalla stretta serratura
e piangi
Ricopri la vista di un alone
che ad ogni strizzo
traccia nuovi contorni
della persona amata
Vorresti chiudere gli occhi
che hanno tanto sofferto
e dargli la pace meritata
Ma il cuore non lo permette
e ad ogni fiato sulle pupille
egli emette una scarica di pulsioni
che rigonfiano il petto
di forme accattivanti
Le mani avvinghiate al collo
a non permettere al fiotto
di cui sei diventata custode
di uscire
Sforzo divino che tramuta
al mio orecchio in singhiozzio piangente
le tue pene.
Arancini
Mangiavi arancini di riso
alla siciliana
Seduta su trono e coronata d’amorini
eri dea dell’amore
Sensuale
la luce scolpiva i tuoi seni
di marmorei fregi
che narravano
le eroiche gesta della natura creatrice
Il taglio dei tuoi occhi verdi
lacerava le mie carni
per farne legna da ardere
nel fervore
della passione
Lascia che le mie mani
accarezzino come vento tra i tuoi capelli
Fili di tela setolosa
persi nel tempo
Lascia entrare i miei occhi nei tuoi
cosi che quando siamo lontani
distesi in soffici sogni
di primavera
possiamo guardare dentro l’altro
e volare su paradisi deserti
Solo tu ed io
Insieme.
alla siciliana
Seduta su trono e coronata d’amorini
eri dea dell’amore
Sensuale
la luce scolpiva i tuoi seni
di marmorei fregi
che narravano
le eroiche gesta della natura creatrice
Il taglio dei tuoi occhi verdi
lacerava le mie carni
per farne legna da ardere
nel fervore
della passione
Lascia che le mie mani
accarezzino come vento tra i tuoi capelli
Fili di tela setolosa
persi nel tempo
Lascia entrare i miei occhi nei tuoi
cosi che quando siamo lontani
distesi in soffici sogni
di primavera
possiamo guardare dentro l’altro
e volare su paradisi deserti
Solo tu ed io
Insieme.
Amore e Consapevolezza
Specchio di un eterno intervallo
Tra due toni di bianco e di nero
In cui riflettono ombre furtive
E sfuggenti di realtà grigia
Specchio dello spirito
Che nutre integra prepara
al viaggio interiore
Sentirsi vivo contro le dissolvenze
Della materia e oltre
Per sprofondare negli occhi dell’amata
Il volto originale
Sepolto sotto sfumature di ricordi
Consapevole della propria assoluta
Solitudine attento e presente
Sprofondare in sé
In un intimo ritorno alla timida età
La luce sfiora le pareti in estasi
Per uscire dal guscio armato
E materializzarsi in un amore
Per poi tornare rinvigorito
Alla sorgente primordiale
Tra due toni di bianco e di nero
In cui riflettono ombre furtive
E sfuggenti di realtà grigia
Specchio dello spirito
Che nutre integra prepara
al viaggio interiore
Sentirsi vivo contro le dissolvenze
Della materia e oltre
Per sprofondare negli occhi dell’amata
Il volto originale
Sepolto sotto sfumature di ricordi
Consapevole della propria assoluta
Solitudine attento e presente
Sprofondare in sé
In un intimo ritorno alla timida età
La luce sfiora le pareti in estasi
Per uscire dal guscio armato
E materializzarsi in un amore
Per poi tornare rinvigorito
Alla sorgente primordiale
Specchio di donna
Nuda ti specchi in acque mosse
mentre maledici le imperfezioni
che il moto sprigiona
Allora credi d'aver perso la bellezza
che ti ha sapientemente forgiata
e danni l'eterno e l'uomo
per non voler mai essere nata
dalla sua costola dannata
Ti giri e rigiri e quelle pecche
dello spirito si impossessano di te
Allora decidi di apparire
dimenticando di essere bella
e vaghi camuffata da diamante
in cerca di un uomo che dia
sospiro lieve e candide parole
Gli uomini hanno eretto monumenti
alla tua terrena bellezza
che ti fa madre della natura
Tutto da te nasce dal tuo essere
e cerchi un uomo che dia conferma
della tua esente bellezza
Ricorda di essere e sarai
come sei sempre stata
bella tra le belle
Madre che da vigore alla luce
e nell'amore getta le sue pene
mentre maledici le imperfezioni
che il moto sprigiona
Allora credi d'aver perso la bellezza
che ti ha sapientemente forgiata
e danni l'eterno e l'uomo
per non voler mai essere nata
dalla sua costola dannata
Ti giri e rigiri e quelle pecche
dello spirito si impossessano di te
Allora decidi di apparire
dimenticando di essere bella
e vaghi camuffata da diamante
in cerca di un uomo che dia
sospiro lieve e candide parole
Gli uomini hanno eretto monumenti
alla tua terrena bellezza
che ti fa madre della natura
Tutto da te nasce dal tuo essere
e cerchi un uomo che dia conferma
della tua esente bellezza
Ricorda di essere e sarai
come sei sempre stata
bella tra le belle
Madre che da vigore alla luce
e nell'amore getta le sue pene
venerdì 6 luglio 2007
Nuvole tuonanti
Vestite d’una serena patina
D’una notte di primavera che tramuta
I tuoni in esuli bagliori
Le nuvole rubano fiato alle cornamuse
gonfiano le guance ed emettono tempeste in cielo
Piene di fragrante emozione spingono
Le altre verso il meriggio
Quanta fatica mostrano le labbra spremute
Che permettono a un sol palpito
Di tramutarsi in qualcosa del senso
Le spalle curve cariche
Di pioggia
Quanto dolore arreca agli occhi
Dover aprirsi sotto quella cascata di anime
Pure che non smettono di sognare
Ancora non sai che i pargoli
Che getti sulla terra
Continueranno a vivere anche senza di te
Il tuo grembo non può trattenere
La loro voglia di sognare
Di curiosare lungo quella lastra di pietra
Scivolano in ogni dove
Seguendo il pendio del vento
Partorire è il gesto di nuvole tuonanti
Che scaccia il desiderio
D’immortalità.
D’una notte di primavera che tramuta
I tuoni in esuli bagliori
Le nuvole rubano fiato alle cornamuse
gonfiano le guance ed emettono tempeste in cielo
Piene di fragrante emozione spingono
Le altre verso il meriggio
Quanta fatica mostrano le labbra spremute
Che permettono a un sol palpito
Di tramutarsi in qualcosa del senso
Le spalle curve cariche
Di pioggia
Quanto dolore arreca agli occhi
Dover aprirsi sotto quella cascata di anime
Pure che non smettono di sognare
Ancora non sai che i pargoli
Che getti sulla terra
Continueranno a vivere anche senza di te
Il tuo grembo non può trattenere
La loro voglia di sognare
Di curiosare lungo quella lastra di pietra
Scivolano in ogni dove
Seguendo il pendio del vento
Partorire è il gesto di nuvole tuonanti
Che scaccia il desiderio
D’immortalità.
Nuvole nella notte
Come mostri azionati dal tempo
Le nuvole seguono il corso delle stagioni
Ombre meschine di demoni del male che di soppiatto
S’intrufolano nei vasti sguardi di chi rende
La notte sua casa
Con forme nuove piatte e allungate
Insaporiscono di colori le nuove sensazioni
Mentre un tenue manto d’aria intrisa di freschezza
Scende sulle coscienze di eterne colonne
Sgomente di purezza
Sai quante direzioni prendono le nuvole?
Nessuna!
Sono li ferme e beate
È il vento del vespro che all’imbrunire
Sale sul calesse ovattato e striglia gli animali indomiti
Le redini avvolte sul loro destino
Scuotono il suono
Del mattino
Stai qui ferma e beata
Sali con me su dove il sole disegnerà
I nostri contorni e cinti di marmo bianco
Saluteremo la nuova alba
Le nuvole seguono il corso delle stagioni
Ombre meschine di demoni del male che di soppiatto
S’intrufolano nei vasti sguardi di chi rende
La notte sua casa
Con forme nuove piatte e allungate
Insaporiscono di colori le nuove sensazioni
Mentre un tenue manto d’aria intrisa di freschezza
Scende sulle coscienze di eterne colonne
Sgomente di purezza
Sai quante direzioni prendono le nuvole?
Nessuna!
Sono li ferme e beate
È il vento del vespro che all’imbrunire
Sale sul calesse ovattato e striglia gli animali indomiti
Le redini avvolte sul loro destino
Scuotono il suono
Del mattino
Stai qui ferma e beata
Sali con me su dove il sole disegnerà
I nostri contorni e cinti di marmo bianco
Saluteremo la nuova alba
Nuvole migranti
Migrano le snelle nuvole
Vanno verso cieli aperti su cascate d’acqua
Gelida di giugno.
Migriamo anche noi mano nella mano
Segui i miei sbuffi
e onda su onda le girali muoveranno
Verso terre incontaminate dove pargoli d’azzurro
Cingeranno il nostro bacio
D’un girotondo avvolgente.
Loro percorrono il vecchio rito dei padri
Leggendarie ondate di sbuffi su sbuffi
Nitriti di raffiche spingevano
Quei vecchi cavalli
Alati.
Le cose smuovono i tempi
Solo quando c’è qualcuno che le cambia
E cosi noi rintocchiamo
Di attimi fulminei
Lo sgomento delle poderose membra
Che cigolanti di ruggine
Vanno nella direzione
opposta.
Vanno verso cieli aperti su cascate d’acqua
Gelida di giugno.
Migriamo anche noi mano nella mano
Segui i miei sbuffi
e onda su onda le girali muoveranno
Verso terre incontaminate dove pargoli d’azzurro
Cingeranno il nostro bacio
D’un girotondo avvolgente.
Loro percorrono il vecchio rito dei padri
Leggendarie ondate di sbuffi su sbuffi
Nitriti di raffiche spingevano
Quei vecchi cavalli
Alati.
Le cose smuovono i tempi
Solo quando c’è qualcuno che le cambia
E cosi noi rintocchiamo
Di attimi fulminei
Lo sgomento delle poderose membra
Che cigolanti di ruggine
Vanno nella direzione
opposta.
Come nuvole in amore
Pensavi fossi una nuvola
che lesta scorazza lungo il filo dell’orizzonte
Inseguendo uno stormo di gabbiani
lungo la costa
deserta dei tuoi sogni.
Ancora volgevi il capo per scrutare
Ogni impercettibile sfumatura che la luce del sole
trasformava in brillio.
Saltellavano i tuoi occhi
Inafferrabili come il suono delle campane
D’un giorno di festa
Lontano della brutture del velo
Che accarezza ciecamente
I volti dei pargoli che hanno tanto amato
Quelle lanose pecorelle pascolanti.
Trasformati anche tu in nuvola
E cosi, come nuvole in amore, ci uniremo
In un sol frammento di cielo
Per coprire la volta celeste cosi da dare
A chi assiste un intenso palpito
di cuore.
che lesta scorazza lungo il filo dell’orizzonte
Inseguendo uno stormo di gabbiani
lungo la costa
deserta dei tuoi sogni.
Ancora volgevi il capo per scrutare
Ogni impercettibile sfumatura che la luce del sole
trasformava in brillio.
Saltellavano i tuoi occhi
Inafferrabili come il suono delle campane
D’un giorno di festa
Lontano della brutture del velo
Che accarezza ciecamente
I volti dei pargoli che hanno tanto amato
Quelle lanose pecorelle pascolanti.
Trasformati anche tu in nuvola
E cosi, come nuvole in amore, ci uniremo
In un sol frammento di cielo
Per coprire la volta celeste cosi da dare
A chi assiste un intenso palpito
di cuore.
Come nuvole distanti
Eri li
E non potevi tornare
Ero cosi vicino
Da poterti toccare
Ma non volli e posi fine
Al suono del vento
Per lasciarmi trasportare
Lontano da te
Da girali passeggere
Che sfumavano la gioia in pecorelle
Serene
Le altre sorelle
Seguono il silenzio del cielo
E senza esitare scorazzano leste
Sull’oceano della volta celeste
Dai seguile
E lasciami qui solo
Come solo sono nato
Dal soffio paffuto di Zeus
Re degli dei
E non potevi tornare
Ero cosi vicino
Da poterti toccare
Ma non volli e posi fine
Al suono del vento
Per lasciarmi trasportare
Lontano da te
Da girali passeggere
Che sfumavano la gioia in pecorelle
Serene
Le altre sorelle
Seguono il silenzio del cielo
E senza esitare scorazzano leste
Sull’oceano della volta celeste
Dai seguile
E lasciami qui solo
Come solo sono nato
Dal soffio paffuto di Zeus
Re degli dei
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